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Le Rampe del Poggi

Committente

Anno

Fondazione CR Firenze

2018

Locazione

Firenze, Italia

Concepite nel 1865 dall’architetto Giuseppe Poggi e realizzate tra il 1872 e il 1876, le Rampe fanno parte di un grandioso progetto di riqualificazione e risanamento della città di Firenze, da poco diventata capitale del Regno d’Italia. Il complesso, sviluppato su più livelli, unisce il quartiere di San Niccolò al Piazzale Michelangelo, probabilmente l’opera più nota di Poggi.

La funzione principale era quella di assicurare stabilità geomorfologica alla collina e, grazie ad un complesso sistema di fontane, cisterne e scoli, coadiuvare il deflusso delle acque evitandone il ristagno.

Al centro del progetto c’era appunto l’elemento Acqua, che sgorga dal punto più alto per irrorare tutta la rete di grotte e fontane.

Le Rampe del Poggi hanno versato per quasi un secolo in stato di totale abbandono. La vegetazione aveva invaso interamente il complesso e le condutture delle fontane erano deteriorate. Inoltre si erano resi necessari importanti interventi di consolidamento strutturale dell’intera collina.

Grazie al contributo della Fondazione CR Firenze nell’ambito della normativa “Art Bonus”, il restauro delle Rampe è stato completato dopo oltre 27.000 ore di lavoro di varie aziende ed ha richiesto un investimento complessivo di € 2,5 milioni. Numeri che rendono questo lavoro uno degli interventi più complessi e impegnativi degli ultimi decenni. 

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Le tecniche

Il ricco apparato decorativo dell’opera è costituito da bozzati, bugnati e cornici in malta di calce idraulica naturale a imitazione della pietra. Dopo decenni di abbandono gran parte di questa superficie decorata si trovava in uno stato irrecuperabile, ed è stato necessario un radicale intervento di ricostruzione. 

Le tecniche manuali impiegate hanno richiesto le capacità peculiari di uno “stucchinaio” esperto, e di attrezzature particolari, come mòdini e modelli, realizzate ad hoc per il cantiere.

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Gran parte del lavoro ha riguardato la pulitura, il consolidamento e l’integrazione dei vari elementi in pietra e di spugna. La spugna, elemento caratteristico, è stata recuperata, e dove non è stato possibile, integrata con materiale conforme a quello dell’epoca.

La stessa tipologia d’intervento è stata applicata al recupero dell’apparato decorativo in pietra bianca, avorio e nera, recuperando e consolidando l’esistente materiale e integrandolo con materiale analogo proveniente dalle Dolomiti del Brenta.

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Restauro del stramazzo

L’elemento dello stramazzo, superficie di travaso della vasca su cui l’acqua passa “a sfioro”, aveva subito modifiche improprie nel corso degli anni; è stato ripristinato alla quota del progetto originale del Poggi ed un elemento murario di circa 8 metri lineari è stato aggiunto al fine di riproporre l’effetto cascata originale.

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Consolidamento e integrazione della conchiglia di malta di calce, lisciata a grassello a punta di mestola. 

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